Backpacker tax: petizione online

Come avevamo scritto subito dopo l’approvazione del Budget 2016, dal 1° luglio il Governo eliminerà la no-tax area per i possessori di working holiday:

“Brutto colpo per chi avrà un working holiday visa: dal 2016 infatti verrà eliminata la no-tax area, finora compresa tra 0 e 18.200 dollari australiani. In parole povere, si pagheranno le tasse per ogni dollaro guadagnato indipendentemente dal reddito prodotto durante l’anno fiscale, precisamente 32.5%”

In altre parole povere: non sarà più possibile effettuare il tanto amato tax back che rifocillava i conti bancari di molti backpacker.
Continua a leggere…

Share

Voglia di lavorare: zero

Ormai potremmo aprire un sito dedicato esclusivamente agli articoli che descrivono le esperienze in farm dei bambocci che vogliono raccontare al mondo la loro brutta esperienza, cercando ovviamente compassione.

Oggi tocca all’Espresso, potete trovare l’articolo qui. Il titolo anche qui è notevole: “Lavorare in Australia è stato un vero incubo. Vi racconto l’inferno e lo sfruttamento in farm”
Lo diciamo e lo ripetiamo da mesi, l’Australia non è l’Eldorado, soprattutto se non sei mai uscito di casa. L’esperienza in farm è una delle più dure ma ha una nota positiva: se non stai bene in una farm prendi le tue cose e vai a cercarne un’altra!
Continua a leggere…

Share

Working holiday e tasse: dal 2016 al 32.5%

Brutto colpo per chi avrà un working holiday visa: dal 2016 infatti verrà eliminata la no-tax area, finora compresa tra 0 e 18.200 dollari australiani. In parole povere, si pagheranno le tasse per ogni dollaro guadagnato indipendentemente dal reddito prodotto durante l’anno fiscale.
(ricordiamo che l’anno fiscale va dal 1° luglio al 30 giugno)

Continua a leggere…

Share

Schiavismo in farm? Ma ne siamo sicuri?

Da qualche giorno circola in rete l’ennesimo articolo “sensazionalistico” relativo alle farm australiane. Questa volta è il Corriere che sicuramente doveva riempire qualche colonna con un po’ di spazzatura.

L’articolo (che trovate qui) si intitola: “Australia, ecco i giovani «schiavi» italiani: undici ore a notte, a raccogliere cipolle nei campi” e descrive semi-storie di improbabili backpacker italiani (working holiday visa) in alcune farm australiane.

Vorremmo fare alcune precisazioni: Continua a leggere…

Share